Spesso l’agenzia è «responsabile del trattamento»
Nel rapporto con un cliente, un’agenzia che gestisce campagne, liste di contatti o account pubblicitari di norma non è il titolare dei dati, ma il responsabile del trattamento ai sensi dell’art. 28 del GDPR (Regolamento UE 2016/679): tratta dati personali per conto del cliente, secondo le sue istruzioni. Questo comporta obblighi precisi, a partire da un contratto o atto di nomina che li definisca per iscritto.
Quando introducete uno strumento di AI (un assistente vocale, una piattaforma di CRM, un tool di reporting che legge i dati di campagna), quel fornitore diventa a sua volta un sub-responsabile. Significa che va scelto e nominato con le stesse garanzie, e che il cliente-titolare va informato. Ignorare questo passaggio è l’errore più comune e più rischioso.
Le domande da porsi prima di adottare uno strumento
Prima di far entrare un tool AI nel flusso di lavoro con i dati dei clienti, vale la pena rispondere a poche domande concrete:
- Ruolo e nomina: avete un atto di nomina a responsabile con il cliente, e nominate il fornitore AI come sub-responsabile?
- Accordo con il fornitore: il fornitore firma un accordo ex art. 28 GDPR (DPA) con garanzie adeguate?
- Dove risiedono i dati: sono conservati nell’UE o trasferiti fuori? Con quali garanzie (es. clausole contrattuali standard)?
- Minimizzazione: lo strumento tratta solo i dati necessari alla finalità, e per il tempo necessario?
- Trasparenza: il cliente-titolare sa che una parte della gestione avviene tramite quello strumento?
Gli strumenti che consigliamo
Per le agenzie raccomandiamo quattro strumenti, uno per ogni area: ElevenLabs per il centralino AI, monday.com per clienti, campagne e pipeline, AgencyAnalytics per la reportistica automatica e Fatture in Cloud per preventivi e fatturazione.
Scopri gli strumenti e i siti ufficialiAI generativa e cautele aggiuntive
Con gli strumenti di AI generativa (assistenti, trascrizione, copiloti) va chiarito un punto spesso trascurato: i dati o le registrazioni caricati vengono usati per addestrare i modelli del fornitore? Per i dati di un cliente la risposta accettabile è «no», con garanzie contrattuali esplicite. Preferite fornitori che offrono modalità business e che escludono l’uso dei dati dei vostri clienti per l’addestramento.
Anche i contratti con i clienti vanno aggiornati: se una parte della gestione della loro campagna o dei loro contatti passa da strumenti AI, è corretto e opportuno che il cliente lo sappia e lo autorizzi in modo trasparente.
Una nota onesta
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un consulente privacy o di un DPO. La conformità dipende dallo specifico strumento, dalla configurazione e dal tipo di dati trattati per ciascun cliente. Il messaggio di fondo, però, è incoraggiante: usare l’AI in agenzia in modo conforme è possibile — a patto di sceglierla con criterio e di mettere in ordine i rapporti con clienti e fornitori, non di improvvisare.
